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Loch Ness leggenda o realtà?

In un mondo pieno di tecnologia ci chiediamo ancora oggi: “il mostro di Loch Ness esiste oppure è esistito?”.

Il Loch Ness o Lago Ness è un lago d’acqua dolce delle Highlands scozzesi, situato a sud-ovest di Inverness. Questo lago è noto per i presunti avvistamenti del mitico Nessie, il mostro di Loch Ness

Il mostro di Loch Ness, battezzato con il nome Nessie, è una creatura che vivrebbe nel lago Loch Ness in Scozia. Ad oggi non esistono prove concrete della sua esistenza perchè tutte le foto pubblicate che lo ritraggono si sono rivelate false e non considerate dal mondo scientifico per la valutazione. Qualsiasi tentativo di ricerca avviato negli anni hanno dato esiti negativi; restano comunque notorietà e fascino della leggenda tali da attirare circa un milione di turisti ogni anno. A livello mediatico la leggenda ha avuto, negli anni una vasta risonanza, ispirando così artisti, scrittori, registi a realizzare films, documentari e narrativa.

La storia ci riporta che un nmonaco irlandese tale Adamnano di Iona nell’anno 566 descrisse in una sua opera, Vita Sancti Columbae, il funerale di un abitante delle coste del fiume Ness, emissario del Loch Ness, assalito e ucciso da una “selvaggia bestia marina“, uscita strisciando dalle acque, che San Columba scacciò con le preghiere. Fino al ventesimo secolo non esistono altre testimonianze in merito, eccetto una avvenuta nel 1871, quando il dottor Mackenzie, spiegò di aver visto un oggetto «contorcersi e agitare l’acqua».

A partire dal 1930, si ebbero avvistamenti, in cui una sagoma confusa si intravedeva nelle acque del lago, altri sarebbero avvenuti sulla terraferma come raccontarono dei collegiali di Drumnadrochit al loro professore di aver visto «un animale davvero straordinario e spaventoso nelle paludi che bordano la baia di Urquhart»; ad ogni modo, tutte le segnalazioni si sono rivelate poco attendibili o dei falsi clamorosi.

La foto di Hugh Gray del 1933

Il mito della creatura che vivrebbe nel lago nasce e si sviluppa proprio negli anni trenta del secolo scorso; a partire dal 1933, in seguito all’apertura di una nuova strada che correva lungo il lato del lago, iniziarono gli avvistamenti come quello di George Spicer del 22 luglio, e poi un altro da Arthur Grant, un motociclista, il mese successivo. George Spicer raccontò allInverness Courier di aver visto insieme alla moglie un animale dall’aspetto preistorico che gli avrebbe attraversato la strada nelle vicinanze del lago. Il 22 settembre 1933 lInverness Courier riferì che era stato avvistato uno strano animale dai coniugi MacKay, i quali avevano scorto due strane gobbe emergere dall’acqua. Nel novembre 1933 venne scattata la prima fotografia da Hugh Gray dove si vede un lungo corpo sinuoso che nuota in superficie facendo ribollire l’acqua all’intorno.

In dicembre, un cineasta della Scottish Film Productions, Malcolm Irvine, riuscì a girare una pellicola nella quale il “mostro” è visibile per quasi un minuto mentre nuota alla velocità di circa quindici chilometri l’ora. Irvine nel 1936 fece anche un secondo filmato nel quale si vede ciò che può sembrare la testa di un animale alzarsi e abbassarsi a ogni movimento del corpo.

Illustrazione dell’avvistamento di Arthur Grant (1934)

Una delle testimonianze fotografiche più note, poi rivelatasi un falso, è quella passata alla storia come La foto del chirurgo, scattata da Robert Kenneth Wilson nei pressi di Invermoriston con l’ausilio dell’amico Maurice Chambers il 19 aprile 1934. Wilson scattò diverse fotografie, la più nota delle quali mostra una silhouette nera, leggermente ricurva all’estremità, circondata da mulinelli concentrici; alla base sembra apparire quello che potrebbe essere un corpo; su un’altra foto, il corpo in questione è quasi sparito nell’acqua. La foto di Wilson venne pubblicata il 21 aprile 1934 sul Daily Mail, uno dei principali tabloid inglesi, che la definì come Surgeon Photograph poiché Wilson, che comunque non era un chirurgo, non voleva che fosse associata al suo nome. Tuttavia, nel 1994, la foto fu smascherata dal Centro di Loch Ness come un falso: essa mostrava in realtà un sottomarino giocattolo al quale era stata attaccata una sagoma che emergeva dall’acqua a forma di testa di serpente. Il macchinario era stato costruito da Christian Spurling, un amico di Wilson che era anche il genero di Marmaduke Wetherell, un cacciatore ridicolizzato dal Daily Mail per essere, a sua volta, cascato in una bufala: inviato dal quotidiano a Loch Ness per indagare sul mostro, si fece ingannare da alcune finte impronte create grazie a un portaombrelli con alla base un piede di ippopotamo essiccato (allora diffusi trofei di caccia). Per vendicarsi di ciò venne realizzata la messinscena per scattare la foto che sarebbe poi divenuta la più famosa raffigurante il mostro di Loch Ness. Il sommergibile fu poi fatto affondare, e secondo alcuni si trova ancora da qualche parte sul fondo del lago.

Illustrazione dell’avvistamento di Arthur Grant.

Nella notte fra il 5 e il 6 gennaio 1934, uno studente di veterinaria di nome Arthur Grant affermò di aver quasi investito con la sua motocicletta una creatura mentre si avvicinava ad Abriachan sulla costa nord-orientale, circa verso l’una di notte. Grant disse di aver visto una piccola testa collegata ad un lungo collo mentre balzava sulla strada proprio davanti a lui, la traversava in due salti e arrivava nel forteto in riva al lago, descrivendola come un ibrido tra una foca e un plesiosauro. Grant disse che, una volta in acqua, vide solo delle increspature. Secondo i suoi racconti, la creatura sembrava spostarsi con movimenti laterali di un paio di pinne posteriori e membranose, il collo era serpentiforme, e gli occhi larghi incassati nel capo;[14] la lunghezza totale era tra i quattro metri e mezzo e i sei metri. Grant realizzò un disegno della creatura, esaminato dallo zoologo Maurice Burton, il quale dichiarò che esso era coerente con l’aspetto e il comportamento di una lontra. Per quanto riguarda la dimensione lunga della creatura, Burton disse che poteva trattarsi di un’osservazione errata a causa delle cattive condizioni di luce. Il paleontologo Darren Naish suggerì che Grant potrebbe aver visto una lontra o una foca, esagerando nel tempo la descrizione dell’avvistamento.

Un avvistamento tipico dei molti che sono stati raccontati dai testimoni si deve alla signora Marjory Moir e risale all’ottobre 1936:

 «Piovigginava leggermente, il lago era grigio, il cielo era grigio e il colore della creatura era grigio scurissimo, in netto contrasto con lo sfondo più chiaro dell’acqua e del cielo. Il mostro era immobile in superficie, rivolto in direzione di Inverness. La lunghezza era di quasi dieci metri; è difficile valutare la distanza esatta che ci separava, tuttavia era abbastanza vicino a noi perché potessimo vederlo molto distintamente. C’erano tre gobbe, la più grande nel mezzo e la più piccola dietro il collo, che era lungo e snello, con una testa piccola e priva di tratti visibili. Immergeva spesso la testa nell’acqua, come per mangiare o forse semplicemente per divertirsi.»

Quasi altrettanto celebre della foto del chirurgo è quella scattata nel 1951 dal boscaiolo Lachlan Stuart, che mostra tre gobbe che emergono dall’acqua. Nel 1955, Peter MacNab dichiarò di essersi fermato nei pressi del castello di Urquhart, che domina il lago, per scattare una foto, quando a un tratto sentì un rumore nell’acqua: ebbe appena il tempo di sostituire l’obiettivo con un teleobiettivo da 150 millimetri e un enorme animale uscì dall’acqua. MacNabb lo fotografò: la foto è interessante perché si vedono sia il mostro sia il castello. In confronto con l’altezza del castello, che è di venti metri circa, si può valutare intorno alla stessa lunghezza la parte emersa dell’animale, ma secondo alcuni la foto mostrerebbe due esemplari. Infatti se la si esamina attentamente si può notare che le due gobbe non sono esattamente l’una sul prolungamento dell’altra: siccome la seconda è più piccola della prima, si è potuto pensare che si trattasse di un maschio accompagnato dalla femmina o di un giovane che seguiva la madre. Effettivamente, in varie occasioni dei testimoni hanno dichiarato di avere visto più animali insieme.

Ad esempio, il guardiacoste Alexander Campbell asserì di aver visto il dorso di tre mostri apparire alla superficie del lago: il primo e il secondo erano nettamente più grandi del terzo, e mentre il movimento in avanti dei primi due era regolare, il terzo si muoveva a zig zag, come per divertimento. Nel giugno del 1937, due allievi dell’abbazia di Fort August videro tre piccoli mostri, lunghi appena un metro, che fuggirono via quando essi cercarono di acchiapparli.

Nell’aprile del 1960, un ingegnere dell’aeronautica, Tim Dinsdale, filmò una gobba che attraversava l’acqua in una scia potente a differenza di quella di una barca. La JARIC (centro di analisi delle immagini e di intelligence inglese storicamente conosciuta come MI4) dichiarò che l’oggetto era “probabilmente animato”.
Nel 1993 Discovery Communications realizzò un documentario chiamato Loch Ness Discovered che si avvalse di un miglioramento digitale del film di Dinsdale. Un esperto di computer che aveva migliorato il film notò un’ombra nel negativo che non era molto evidente nel positivo. Attraverso il rafforzamento e la sovrapposizione dei fotogrammi, trovò quello che sembrava essere il corpo posteriore, le pinne posteriori e 1-2 gobbe aggiuntive del corpo simile a un plesiosauro. Egli affermò che: «Prima di vedere il film, pensavo che il mostro di Loch Ness fosse solo un mucchio di sciocchezze. Dopo aver fatto la valorizzazione, non sono così sicuro.»

Il 27 maggio 1964 l’equipaggio del peschereccio Girl Norma osservò un «mostro» contemporaneamente a 3 uomini che lavoravano alla costruzione di una nuova strada sulle rive del lago;[23] nel 1968, inoltre, gli accertamenti compiuti dal professor Gordon Tucker del dipartimento di ingegneria elettronica dell’Università di Birmingham rilevarono, con un apparecchio sonar, la presenza di un gigantesco corpo che si muoveva nelle profondità del lago alla velocità di dieci nodi.

Le foto più nitide risalgono al 21 maggio del 1977 e furono scattate da Tony Doc Shiels, uno scrittore, artista, e illusionista inglese. Lo stesso stava osservando il lago da sotto il castello di Urquhart, e proprio allora vide affiorare il lungo collo. Scattò le foto e descrisse il mostro: era di un colore tra il verde e il marrone, con la pancia di una sfumatura più chiara, e la pelle liscia e lucida. L’avvistamento durò per un tempo compreso tra i 4 o 5 secondi. Egli ha poi descritto l’animale come un “elefante calamaro”, sostenendo che il collo lungo nella foto fosse in realtà la proboscide della creatura e che la piccola macchia bianca alla base del collo fosse l’occhio. A causa della mancanza di increspature, le due foto sono state ritenute false da un certo numero di persone, tanto che furono soprannominate Loch Ness Muppet. Shiels ha sempre sostenuto l’autenticità.

Gli ultimi avvistamenti o testimonianze di un certo rilievo e riportate dai mass media risalgono agli anni ottanta del Novecento, ma sono continuati anche negli anni recenti: un avvistamento del celebre mostro è avvenuto il 26 maggio 2007 ad opera di Gordon Holmes, un tecnico di laboratorio che ha filmato una sagoma nuotare nel lago; un altro risale a fine agosto 2009, ad opera di Jason Cooke, guardia di sicurezza che, per fotografare il presunto mostro, ha utilizzato Google Earth ma anche questo si è rilevato un falso.

Il 27 agosto 2013 il turista David Elder realizzò un video di cinque minuti in cui si nota “un’onda misteriosa” sul lago; secondo lo stesso Elder, l’onda era prodotta da un “oggetto solido nero” delle dimensioni di circa 4,5 m appena sotto la superficie dell’acqua. Elder, cinquantenne di East Kilbride, South Lanarkshire, stava scattando una fotografia ad un cigno dal molo di Fort Augustus nella parte sud-occidentale del lago, allorché notò e riuscì ad immortalare lo strano movimento. Egli affermò che “l’acqua era veramente calma in quel momento e non c’erano increspature dovute alle onde o altre attività sull’acqua.” Gli scettici hanno suggerito che l’onda potrebbe essere stata causata da una raffica di vento.

Un’altra prova sarebbe una foto satellitare che riprendere una forma lunga circa 30 metri, scattata a sud di Dores, e apparsa nel 2014 nelle mappe Apple e che divenne presto virale ma che venne accusata di essere stata modificata, come mostrano in diversi siti, tra cui Metabunk.org, per riportare l’immagine del pesce gigante alla più plausibile forma di una nave di passaggio.

Nell’aprile 2015, Google ha commemorato l’81º anniversario della “foto del chirurgo” (surgeon’s photograph) con un Google Doodle, e aggiungendo una nuova funzionalità a Google Street View con cui l’utente può esplorare il Loch Ness sia sopra che sotto la superficie dell’acqua. Alcuni dipendenti di Google hanno trascorso una settimana a Loch Ness a raccogliere immagini con una fotocamera “trekker” vista strada, allegandola a una barca per fotografare sopra la superficie e collaborando con i membri del Catlin Seaview Survey per fotografare sott’acqua.

Nel 2016 un robot sottomarino ha esplorato le profondità del lago realizzando una serie di immagini a 180 metri di profondità nelle quali l’unica traccia del mostro è la sua riproduzione impiegata per le riprese del film Vita privata di Sherlock Holmes del 1970, che rimase abbandonata sul fondale del lago.

Nel febbraio 2020, la tempesta Ciara ha portato uno scheletro di una creatura marina sulla costa di Aberdeen, a circa 200 chilometri da Loch Ness. Alcuni hanno associato la misteriosa creatura spiaggiata a Nessie; vari biologi marini hanno ammesso di non poter ancora identificarne i resti.

 

Fonte: wikipedia